Alla fine dire videogame è come dire carta”, fa notare Cantoia. “Sono un mezzo neutro. Sono così tanti e così diversi che ogni generalizzazione è inutile. Bisogna capire quale piattaforma si usa, quale console e quale videogame e per quale scopo. Sono realtà diverse. E invece le famiglie si fermano alla parola “gioco” e non controllano, lasciano che sia un terreno in mano a bambini e adolescenti”. Che è, sotto tutti i punti di vista, un errore. Anzi no, un’opportunità mancata di apprendere qualcosa assieme.
Repubblica.it
Una frase sensata alla fine di un articolo sui videogiochi? La fine del mondo è vicina allora.