(via Metilparaben) (Gli amici cattolici sono quelli di Ponifex, il link non lo metto, l’anacoluto sì.) (via dottorcarlo)
Mi viene voglia di commentare le singole frasi.
Vi sembra bello tutto questo?: Non dev’essere “bello”. E’ nato un essere vivente, sano e con una prospettiva di vita. Il resto non conta.
Tutto questo vi sembra decente e moralmente giusto, non verso la Chiesa, non verso il Dio che aborrite, non verso il Papa che vorreste vedere via, ma della povera innocente creatura?: la differenza tra i laici e i cattolici sta in un fatto molto importante. Ai laici non importa niente di quello in cui credono i cattolici, semplicemente perchè pensano che ognuno ha il diritto di vedere e vivere la vita come vuole, secondo regole civili e non religiose, mentre i cattolici vorrebbero imporre la loro morale a tutto il mondo. Io personalmente non aborro niente, anzi direi che sarei piuttosto sollevato se scoprissi che dio esiste davvero. Non mi darebbe fastidio nemmeno il papa se si limitasse alle cose che gli competono sul suolo di cui è signore. Sull’innocenza della creatura, beh, siete voi cattolici che battezzate i figli per mondarli dal peccato originale, quindi i primi a dargli colpe che non hanno siete proprio voi.
Figlia di un gioco perverso e depravato che dimostra ancora una volta i danni che la omosessualità e la sua legittimazione provocano: qui si apre una discussione che è un mondo intero. Innanzitutto non sta scritto da nessuna parte che un figlio cresciuto da una coppia omosessuale cresca omosessuale (figuriamoci poi “depravato”) anche lui. Anzi, l’esperienza prova proprio il contrario: essendo gli omosessuali persone di mentalità molto aperta, i loro figli vengono cresciuti nella più completa libertà. L’omosessualità non è una malattia. Continuando a sostenerlo negate scienza e buon senso. E non c’è niente da legittimare. Ci sono le persone a cui piacciono le giornate piovose, altre che amano stare in campagna, altre che sono attratte da persone dello stesso sesso. E non ci potete fare nulla. Potete soltanto fare quello che è stato già fatto nella storia: discriminarli e perseguitarli. Che poi, sarei proprio curioso di vedere quale possa essere la condotta morale di voi defensores fidei nelle vostre quattro mura di casa.
Ora bisognerebbe chiederlo a quella povera figlia: qui torniamo al 1500, quando gli anabattisti si chiesero, giustamente, se fosse giusto battezzare una creatura che non è in grado di comprendere il messaggio di Gesù, più sinteticamente di scegliere. Purtroppo per voi, alla “povera” figlia non potete chiedere nulla perchè è proprio come dicevano gli anabattisti. Un bambino non può capire.
Una vergogna, si dica chiaramente e si corra ai ripari contro questa aberrazione dei tempi, questa lebbra che è la pratica omosessuale e la sua esaltazione: qui torniamo proprio nel medioevo, nella prassi e nel linguaggio. L’omosessualità non è una pratica. E’ una condizione della quale si può prendere o meno coscienza, non è una cosa kafkiana, ci si sveglia la mattina e ci si ritrova ad essere omosessuali, nè una decisione razionale. Semplicemente, si prova attrazione per persone dello stesso sesso. Non mi sembra che Gesù abbia detto nulla in proposito. E poi, se l’omosessualità è “un’aberrazione dei tempi” come vogliamo definire gli abusi sessuali da parte di molti sacerdoti nei confronti di ragazzini? Quella è una pratica.
In conclusione: questo è il linguaggio del cattolico integralista. Parole come “aberrazione”, “lebbra”, abominevole”, “disgustosa” vengono usate con superficialità devastante come se fossimo nell’anno 1000. La compassione di Gesù non l’avete mai imparata in duemila anni, di conseguenza non siete in grado di insegnarla.
(via flatguy)
(via 3n0m15)
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